Controllo valori chimici e livello dell’acqua

La verifica dei parametri dell’acqua è fondamentale per garantire una balneazione sicura, per accertarsi della corretta disinfezione e per evitare irritazioni alle mucose e alla pelle dei bagnanti. A inizio stagione i valori chimici vanno controllati una volta completato il trattamento d’urto e, in seguito, andrebbero verificati ogni giorno.

I due valori principali da controllare e bilanciare sono pH e cloro.

pH

È il parametro che indica il grado di basicità/acidità di una soluzione. Viene misurato in una scala che va da 0 a 10, dove 7 significa pH neutro. In una piscina il suo valore deve oscillare tra 7,2 e 7,6, in questo modo vengono garantiti:

  • Un’efficace azione dei disinfettanti. L’acido ipocloroso, la sostanza chimica utilizzata per il trattamento dell’acqua, infatti, non è stabile, ma tende a dissociarsi. La sua trasformazione è fortemente influenzata dal valore del pH.
  • Una balneazione sicura. Un pH troppo acido o basico può causare irritazioni alle mucose e alla pelle.
  • La trasparenza dell’acqua. Il discostamento dal range ottimale provoca la formazione di incrostazioni su fondo e pareti e favorisce la proliferazione delle alghe.

Per regolare il pH, si utilizzano prodotti apposta indicati con la sigla pH (+), per abbassarlo, e pH (-), per alzarlo. Le sostanze che servono a rendere il pH più acido sono acido cloridrico, acido solforico e bisolfato di sodio. Viceversa, quelle che lo rendono più basico sono idrossido di sodio in soluzione e bicarbonato di sodio. Le dosi necessarie vengono riportate sulla confezione, in generale per una variazione di 0,1 gradi sono necessari 10 g ogni m cubo di acqua.

Cloro

I prodotti a base di cloro sono i più utilizzati per la disinfezione della piscina, in quanto:

  • il cloro è un efficace ossidante, che garantisce ottimi risultati per quanto riguarda il rapporto tempi di contatto e concentrazione della soluzione,
  • le sostanze a base di cloro sono di facile dosaggio, possono essere introdotte nella struttura manualmente e non richiedono l’istallazione di impianti molto complessi.

In natura il cloro si trova sottoforma di gas, ma dato che è molto pericoloso da trattare allo stato puro, si preferisce utilizzare sostanze miscelate. Le più utilizzate sono essenzialmente di due tipi:

  • Ipocloriti: si suddividono in ipoclorito di sodio e ipoclorito di calcio. I primi sono liquidi e sono gli stessi prodotti di cui è formata la candeggina, i secondo sono solitamente in forma solida e vengono venduti come pastiglie o polvere. L’ipoclorito di sodio ha una concentrazione di cloro più bassa (10-14% ) rispetto all’ipoclorito di calcio (60% circa).
  • Isocianurati: che possono essere acido dicloroisocianurico, dicloro, e acido tricloroisocianurico, tricloro. Sono di gran lunga i disinfettanti più diffusi sul mercato, per la loro comodità di trasporto e di stoccaggio. Dicloro e tricloro sono, infatti, entrambi solidi, venduti uno in polvere e l’altro in pastiglie, a cui di solito vengono aggiunte percentuali di flocculante o antialghe per una doppia azione.

Essendo una sostanza gassosa e non direttamente misurabile, per controllare la quantità di cloro disciolta in piscina si fa riferimento alla concentrazione di acido ipocloroso. Il suo valore viene, poi, fatto coincidere con quello del cloro libero. La concentrazione ideale di cloro libero presente nell’impianto deve essere compresa tra 0,6 e 1,00 ppm.

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